by Donato Menga
on 02.25.2016
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Tanti sono gli aneddoti che legano il pomodoro alle vicende delle corti europee: Sir Walter Raleigh donò (per motivi eminentemente ornamentali) una piantina di pomodori carica di frutti alla regina Elisabetta I, chiamandola apple of love.

La città francese di Tolone fece dono di quattro piantine in segno di omaggio al Cardinale di Richelieu, per il quale venivano preparati cibi sormontati da una bacca di pomodoro, simbolo della dignità cardinalizia.

Tutto questo ha lasciato una traccia nella letteratura e nell’arte, ma per incontrare nuovamente il pomodoro nella storia, occorre attendere un grande evento: la rivoluzione francese. I movimenti migratori interni al paese dovuti alla rivoluzione favorirono il diffondersi della pianta dalle zone periferiche verso le grandi città ed in particolare verso Parigi. Fu così che il pomodoro entrò con decisione nella cucina francese.

by Donato Menga
on 01.15.2016
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Il pomo d’amore, così verrà chiamato all’inizio il pomodoro, entra in Europa alla fine del 1400 al seguito di Cortès, di ritorno dalle Americhe. La pianta era originaria del Perù e l’alimento, consumato acerbo e tagliato a fette sottili, era diffuso tra gli Aztechi già tremila anni prima dell’arrivo dei conquistadores.

La conquista del suolo italico, dopo timide apparizioni nella versione “color zafferano” nel continente europeo, è comunque lenta: all'inizio il pomodoro viene consumato soprattutto stufato con altre verdure, ripieno, fritto o passato in salsa e da servire con carni e pesci.

Nel 1853 il pomodoro scavalca le Alpi e si accredita anche sulle mense ufficiali francesi, quando compare in svariati allestimenti e condimenti, in un pranzo di gala offerto dall’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III. 

by Donato Menga
on 10.14.2014
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In insalata o da soli i cetrioli sono un toccasana per l’idratazione del corpo, specialmente nei mesi più caldi dell’anno. Per il 95% sono costituiti da acqua e questo da di loro l’ingrediente perfetto per combattere gli effetti del caldo; si aggiunga sono anche ricchi di fibre preziose per il benessere dell’intestino. Un recente studio, pubblicato ai primi di ottobre dal Sole24Ore ha quantificato gli apporti della cucurbitacea: una tazza di cetriolo crudo, pari a circa 119 grammi di ortaggio, ne contiene 0,9 grammi. A questi si aggiungono altri 2 grammi di carboidrati diversi dalle fibre, 0,8 proteine e solo 0,2 grammi di grassi. Queste proprietà nutrizionali fanno del cetriolo un alimento a basso apporto calorico: una tazza fornisce infatti solo 16 calorie. I cetrioli sono anche preziose fonti di minerali, soprattutto di magnesio, potassio e manganese, ma anche calcio, ferro, fosforo, zinco e rame. Sono, invece, poveri di sodio, elemento che se assunto in eccesso può minacciare la salute con problemi come la ritenzione idrica. Senza trascurare l’apporto in termini di vitamine. Fra le più abbondanti è inclusa la vitamina K, il cui corretto apporto, in grado di migliorare l'assorbimento del calcio, è importante per promuovere la salute delle ossa. Per questo motivo una dieta ricca di cetrioli aiuta a contrastare il rischio di fratture. La K non è però l'unica vitamina apportata da questi ortaggi, al cui interno si nascondono anche le vitamine A, C, B1, B2, B5, B6 e B9.